Socio Fondatore

Progetto "1000 Tetti Fotovoltaici"

Impianto fotovoltaico diffuso

News

  • 12:27 - 06.09.2011


    Congresso "Fotovoltaico: che c'è di nuovo?"

    Giovanni Simoni Presidente dell'Associazione GridParityProject presiede la sessione:
    Ma che cosa davvero è la "grid parity"? E come, quando e per chi sarà raggiunta?

    Ulteriori informazioni

Articolo QE 27 giugno 2011

Articolo di Giovanni Simoni pubblicato su "Quotidiano Energia" del 27 giugno 2011 dal titolo "FV, rebus registro".
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Programma di ricerca sperimentale


La Qualità e le prestazioni
nel tempo di moduli fotovoltaici
installati su 100 impianti di piccola
potenza


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Conto Energia 2007
Indice articolo
Conto Energia 2007
C.E. per il fotovoltaico
Esempi di Impianto
Spinti dai limiti ambientali, dal trattato di Kyoto (previste pesanti penali da pagare alla prima scadenza), dall’incertezza degli approvvigionamenti e dai prezzi crescenti dell’energia, tutti i governi europei e quelli di molti altri paesi extraeuropei hanno introdotto misure eccezionali per incentivare la produzione di energia mediante le cosiddette fonti rinnovabili.


Il Fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico consente di trasformare direttamente l'energia solare in energia elettrica. In particolare, gli elementi fondamentali di tali impianti sono i moduli fotovoltaici, che rappresentano di fatto il vero “cuore” della trasformazione sole/elettricità.

L’effetto fotovoltaico è noto fin dagli anni ‘40 e descrive la proprietà di alcuni materiali semiconduttori di “reagire” all’energia raggiante incidente liberando elettroni. Ovviamente tali elettroni, se “raccolti” opportunamente, costituiscono la base per la generazione di energia elettrica.

Il materiale largamente più utilizzato per fabbricare le celle è il silicio che, dopo l’ossigeno, è l’elemento più presente in natura. Celle e moduli fotovoltaici costruiti con silicio sono in funzione da oltre trenta anni ed hanno dimostrato la propria affidabilità nel tempo.

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Lingotto di silicio cristallino
Per realizzare una cella fotovoltaica si deve ottenere una “fetta” (wafer) di silicio in forma cristallina del tutto simile a quelle utilizzate nella fabbricazione di chip. Ed infatti nelle prime fasi dell’industria fotovoltaica lo scarto dell’industria elettronica era l’unica fonte di approvvigionamento per i materiali necessari alla realizzazione di celle. Ma già dai primi anni ‘80 si sono avviate produzioni di wafer multicristalline dove il silicio (comunque di elevata purezza) veniva prima cresciuto in un lingotto non più costituito da un solo grande cristallo e successivamente tagliato in fette sottili (wafer multicristalline) adatti unicamente per l’industria fotovoltaica. Questi procedimenti innovativi avevano ed hanno il duplice scopo di ridurre la dipendenza dell’industria fotovoltaica da quella elettronica e ridurre i costi dei materiali di base.

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Wafer pronti per diventare celle fotovoltaiche
L’unione di diverse celle costituisce un modulo fotovoltaico, ovvero il generatore “primario” degli impianti. Importante notare che dall’insieme di moduli, collegati elettricamente in serie ed in parallelo, si può ottenere il voltaggio e l’amperaggio richiesto dalle utenze. Tuttavia, tra il “campo” fotovoltaico e l’utenza va inserito un dispositivo in grado di trasformare la corrente continua in uscita dai moduli in corrente alternata collegabile alle utenze. L’apparecchiatura in questione è chiamata “inverter” e rappresenta un elemento fondamentale nell’economia dell’impianto fotovoltaico (deve essere opportunamente scelto per non dissipare l’energia generata dall’impianto).
In effetti, la questione del rendimento di trasformazione costituisce un’altra delle caratteristiche fondamentali di un impianto fotovoltaico.
I moduli commerciali costituiti da celle monocristallino possono raggiungere un rendimento compreso tra il 15-17%, quelli con celle multicristalline il 13-15%. Se si considera che nelle migliori condizioni estive la potenza raggiante incidente su un metro quadro di superficie esposta perpendicolarmente al sole è pari a circa 1 kW (kilowatt) , si ricava che la potenza ricavabile da un metro quadrato di moduli fotovoltaici è compresa tra 130 e 170 watt.

Gli impianti fotovoltaici si dividono in due grandi famiglie: impianti autonomi funzionanti in isola (stand-alone) e impianti collegati in parallelo alla rete elettrica pubblica (grid connected). Questi ultimi non necessitano di dispositivi di accumulo di energia (batterie) e pertanto sono meno costosi e richiedono minore manutenzione.




 

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