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00:00 - 12.03.2010
Viterbo, 11 Marzo 2010.
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Tempo mancante al 31 dicembre 2010
| Conto Energia 2007 |
Pagina 2 di 3 Il Conto Energia a sostegno
Spinti dai limiti ambientali, dal trattato di Kyoto (previste pesanti penali da pagare alla prima scadenza), dall’incertezza degli approvvigionamenti e dai prezzi crescenti dell’energia, tutti i governi europei e quelli di molti altri paesi extraeuropei hanno introdotto misure eccezionali per incentivare la produzione di energia mediante le cosiddette fonti rinnovabili. Un tale meccanismo costituisce una garanzia affinché il proprietario s’impegni a realizzare ed esercire al meglio l’impianto. Eventuali inefficienze in sede di realizzazione e gestione ricadono sul proprietario che si assume i rischi economici dell’iniziativa. Il recupero del costo dell’impianto, totalmente anticipato dall’investitore, è legato all’entità ed alla durata delle tariffe incentivanti. In particolare, in funzione della potenza dell’impianto e della località dell’installazione, l’incentivo permette di ripagare l’investimento effettuato in un arco di tempo compreso tra i 6 ed i 10 anni (al massimo la metà del periodo di validità della concessione tariffaria agevolata).
Oltre al vantaggio economico offerto dalla tariffa incentivante appena descritta, il Conto Energia prevede un ulteriore beneficio derivante dall’”uso” dell’energia prodotta che il proprietario dell’impianto decide di fare. In particolare, il proprietario può sia utilizzare in proprio l’energia elettrica prodotta (meccanismo di “scambio sul posto”) sia rivenderla o direttamente al gestore locale o ad un cliente privato. In particolare, il prezzo di vendita al gestore locale è fissato periodicamente dall’A.E.E.G. (Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas) e varia in funzione dell’ammontare dell’energia ceduta alla rete (da 0,082€/kWh a 0,095€/kWh), mentre il prezzo di vendita ad un cliente privato è variabile ma comunque sempre superiore al prezzo fissato dall’A.E.E.G. (da 0,10€/kWh a 0,15€/kWh). Per quanto riguarda, poi, il beneficio nel caso dello “scambio sul posto” (limitato ad impianti di potenza nominale installata fino a 20kWh) si ha che questo è quasi sempre superiore a quello della vendita al mercato libero perché in questo caso il beneficio economico si applica in relazione all’energia elettrica non ritirata dalla rete che normalmente verrebbe pagata più del prezzo spuntato sul mercato libero.
Il nuovo Conto Energia (D.M. 19 febbraio 2007) premia maggiormente il livello di integrazione architettonica degli impianti fotovoltaici. Infatti, il valore della tariffa incentivante su introdotta varia in funzione sia della potenza dell’impianto sia del livello di integrazione architettonica secondo la seguente tabella:
Per le definizioni di impianto “non integrato”, “parzialmente integrato” e “integrato” si può fare riferimento direttamente al D.M. 19 febbraio 2007.
Come si vede, il Conto Energia favorisce impianti di piccole dimensioni (ovvero di bassa potenza) e caratterizzati da una migliore integrazione con l’ambiente. Il nuovo Conto Energia prevede inoltre le seguenti innovazioni rispetto a quanto previsto dai decreti precedenti:
Il “successo” del Conto Energia è stato “esplosivo”, tanto che dal terzo e quarto trimestre 2005 e dal primo del 2006 le domande di accesso alle tariffe agevolate hanno raggiunto quota 20.000 superando di gran lunga il limite di massima potenza installabile fissato dal decreto legislativo per l’anno 2006. I dati comunicati dal GSE riportano 12.433 impianti ritenuti ammissibili con una potenza installabile pari a circa 387MWp, circa 10 volte la potenza cumulata in Italia da quando il fotovoltaico ha iniziato la sua storia (inizio anni 80).
L’investimento necessario, se si realizzassero tutti gli impianti approvati ad un valore medio di 6.300€/kWp, sarebbe di circa 2,43 miliardi di €: questa è la dimensione della domanda generata in soli 9 mesi dall’incentivazione introdotta dal Governo dalla fine del Luglio 2005! Se si assume una produzione media (tipica dell’Italia centrale) pari a 1350 kWh/kWp si ottiene una produzione di energia elettrica 522.450 MWh con un contributo pubblico incentivante di circa 240 milioni di euro/anno.
Questi numeri non sono compatibili né con le capacità finanziarie dei proponenti (come dimostra il tentativo sempre più numeroso di cedere a pagamento la concessione all’incentivo), né con la possibilità di reperire nei tempi prescritti dai Decreti i moduli necessari né, tanto più, con le dimensioni operative e produttive dell’industria italiana del settore rimasta per quasi un ventennio quasi “congelata”. |
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