Skip to main content

Nel corso del 2023, il pianeta Terra ha affrontato una sfida climatica senza precedenti, segnando un traguardo allarmante nella storia del clima globale. L’anno è stato caratterizzato da temperature estremamente elevate, stabilendo il 2023 come l’anno più caldo mai registrato da quando si hanno dati a disposizione. Secondo il Servizio di Cambiamento Climatico Copernicus dell’Unione Europea, la temperatura media globale ha superato di 1,48 gradi Celsius quella della seconda metà del XIX secolo, superando il precedente record stabilito nel 2016. Questo aumento di temperatura ha portato a una serie di eventi climatici estremi in varie parti del mondo, evidenziando la gravità della situazione e la necessità di azioni immediate per contrastare il riscaldamento globale.

Il Servizio relativo ai Cambiamenti Climatici di Copernicus (C3S) è un programma chiave dell’Unione Europea, dedicato a fornire dati e informazioni autorevoli sui cambiamenti climatici passati, presenti e futuri. Il C3S supporta l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici offrendo libero accesso a un’ampia gamma di dati e strumenti basati su solide basi scientifiche. Gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, il servizio è rivolto a una vasta gamma di utenti, tra cui scienziati, politici e il pubblico, e svolge un ruolo fondamentale nel guidare le politiche ambientali e nel promuovere la comprensione del clima globale (Cosa è Copernicus).


Il mese di dicembre 2023, in particolare, è stato il più caldo dicembre mai registrato, concludendo un anno in cui ben sette mesi consecutivi hanno infranto i record di temperatura precedenti. Questa tendenza ha avuto ripercussioni significative su scala globale. In Canada, ad esempio, è stata registrata la stagione degli incendi più distruttiva della storia con oltre 45 milioni di acri bruciati, mentre intorno alle coste dell’Antartide si è osservata una formazione di ghiaccio marino eccezionalmente bassa, sia in estate che in inverno. Questi eventi sono stati solo alcuni degli esempi delle devastanti conseguenze del riscaldamento globale (Copernicus: dicembre il mese più caldo)

Il 2023 ha visto la convergenza di diversi fattori che hanno contribuito all’aumento delle temperature. Tra questi, il fenomeno climatico El Niño, iniziato l’anno precedente, è spesso associato a ondate di calore record a livello globale. Altri fattori includono l’eruzione nel 2022 di un vulcano sottomarino nel Pacifico, che ha emesso enormi quantità di vapore acqueo nell’atmosfera, intrappolando ulteriore calore vicino alla superficie terrestre. Inoltre, le recenti restrizioni alla polluzione da zolfo delle navi hanno ridotto i livelli di aerosol, particelle atmosferiche che riflettono la radiazione solare e contribuiscono al raffreddamento del pianeta (New York Times).

Di fronte a questi dati allarmanti, esperti e responsabili politici si sono espressi sulla necessità di azioni decisive. Carlo Buontempo, direttore del Servizio di Cambiamento Climatico Copernicus dell’UE, ha descritto il 2023 come un “sveglia allarmante” per tutti noi. Questo scenario sottolinea l’urgente necessità di azioni immediate e significative per raggiungere gli obiettivi climatici stabiliti nell’Accordo di Parigi del 2015, che mira a limitare l’aumento della temperatura globale a 2 gradi Celsius, preferibilmente a 1,5 gradi. Tuttavia, se le attuali emissioni di gas serra dovessero continuare ai ritmi attuali, l’obiettivo di mantenere l’aumento della temperatura a 1,5 gradi diventerà presto irraggiungibile (Novembre, oltre i 2 gradi dall’era preindustriale).

Il 2023 serve quindi come un forte monito sull’urgenza della crisi climatica. Il riscaldamento globale non è più un problema futuro, ma una realtà attuale che richiede un’azione collettiva e coordinata a livello internazionale. La comunità globale è chiamata a unire le forze per affrontare questa crisi senza precedenti, per proteggere il nostro pianeta e garantire un futuro sostenibile per le generazioni future.

Leave a Reply