È in corso ad Abu Dhabi la 16ª Assemblea di IRENA, che si svolge dall’11 al 12 gennaio 2026 come parte dell’Abu Dhabi Sustainability Week (ADSW), la piattaforma globale per accelerare soluzioni sostenibili in energia, clima e sviluppo.
Mentre la 16ª Assemblea di IRENA è in corso ad Abu Dhabi, l’evento si inserisce nel più ampio contesto dell’Abu Dhabi Sustainability Week (ADSW), che culmina con il World Future Energy Summit dal 13 al 15 gennaio 2026. Dalla fase preparatoria alle decisioni in corso, emergono indicazioni utili per il futuro delle rinnovabili e del fotovoltaico integrato nei territori.
Nella fase preparatoria del 10 gennaio, la Pre-Assembly aveva già messo in luce alcuni nodi cruciali: la cooperazione regionale, la governance normativa e il rapporto tra grandi impianti rinnovabili e territori. Questi momenti di lavoro, meno istituzionali ma più operativi, hanno fornito orientamenti e discussioni tecniche che ora si stanno traducendo in ambito decisionale nell’Assemblea stessa.
L’Assemblea del World Future Energy Summit (WFES) è il momento ufficiale in cui governi, decisori e stakeholder globali si confrontano su strategie e priorità per il 2026, con un’attenzione particolare al tema Powering Humanity: Renewable Energy for Shared Prosperity. In questa sede si affrontano questioni come l’intensificazione dell’elettrificazione, l’inclusione nelle politiche energetiche e la realizzazione di condizioni abilitanti per le rinnovabili.
Uno degli elementi che attraversa sia la Pre-Assembly sia le sessioni plenarie dell’Assembly è l’idea che la transizione non possa essere gestita solo per singoli progetti o singoli Paesi. La cooperazione, a scala regionale e locale, viene sempre più letta come infrastruttura invisibile della transizione.
Questo approccio ha un riflesso diretto sul fotovoltaico e sull’energia distribuita. Comunità energetiche, sistemi di condivisione e integrazione tra produzione e consumo non sono più elementi marginali, ma strumenti strutturali per rendere la transizione stabile e socialmente sostenibile.
Nel dibattito in corso emerge con chiarezza un altro punto: senza regole chiare, la transizione rischia di rallentare proprio nella sua fase più delicata. Legislatori e regolatori sono chiamati a ridurre l’incertezza, armonizzare i quadri normativi e creare condizioni che rendano gli investimenti nelle rinnovabili realmente implementabili.
Per chi opera nel fotovoltaico, questo significa affrontare meno barriere non tecniche e più spazio per una pianificazione di medio-lungo periodo, fondata su stabilità e coerenza delle regole.
Un altro tema che continua a emergere, anche nelle sessioni dell’Assembly, riguarda il rapporto tra sviluppo delle rinnovabili e tutela del territorio. L’idea che produzione energetica e ambiente siano in conflitto lascia spazio a una visione più evoluta, in cui la qualità progettuale diventa centrale.
Il fotovoltaico, se pianificato con attenzione all’uso del suolo e ai contesti locali, può integrarsi nei territori senza comprometterli. È un passaggio culturale prima ancora che tecnico, che chiama in causa competenze, metodo e responsabilità.
Concretamente, parliamo di cooperazione tra territori, regole chiare e progetti rinnovabili integrati con l’ambiente. Non solo obiettivi globali, ma strumenti operativi per rendere il fotovoltaico e l’energia distribuita realmente utilizzabile. Dalle comunità energetiche alla pianificazione degli impianti, emerge una visione che privilegia qualità, governance e impatto locale. Un segnale importante per chi oggi lavora sulla transizione come processo reale, non solo come slogan di convenienza.
Un punto che per Kenergia è sempre stato faro guida in tutti questi anni di sviluppo, è emerso con chiarezza nelle sessioni della Pre-Assembly. Ovvero, quello del delicato al rapporto tra gli impianti solari e l’ambiente.
IRENA 16A: Pre-Assembly Live Coverage
Enabling Synergies Between Solar PV Projects and the Local Environment
This session examines the interactions between solar photovoltaics (PV) projects and the local environment, exploring both potential negative impacts and positive co-benefits.
Il messaggio è netto: non esiste una contraddizione inevitabile tra produzione energetica e tutela del territorio, ma esistono progetti progettati bene e progetti progettati male. Quando il fotovoltaico viene inserito in una visione più ampia, che considera suolo, biodiversità e comunità locali, può diventare un fattore di rigenerazione e non solo di mitigazione. È un tema che riguarda direttamente il modo di fare studi di fattibilità oggi, sempre più orientati a integrare competenze tecniche, ambientali e sociali.
Immagine di copertina generata da IA


