Il Politecnico di Milano ha presentato il rapporto Renewable Energy Report, un’importante occasione di confronto sulle prospettive del settore delle energie rinnovabili in Italia, che ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e attento, a testimonianza del crescente interesse per la transizione energetica.

Punto focale dell’evento è stata la presentazione del “Renewable Energy Report 2024,” un’analisi approfondita del settore realizzata dall’Energy Strategy Group, team multi-disciplinare della School of Management del Politecnico di Milano (https://www.polimi.it) con il coordinamento scientifico di Davide Chiaroni. Il rapporto offre una panoramica completa del mercato italiano, evidenziando i progressi compiuti, le sfide da affrontare e le opportunità da cogliere.


L’evento, introdotto dal professor Bertelè, ha visto la partecipazione di Paolo Arigoni, Presidente del GSE, che ha delineato un quadro esaustivo della situazione attuale delle energie rinnovabili in Italia. Il GSE, “braccio operativo del governo” nel settore energetico, come lo ha definito lo stesso Arigoni, ha il compito di garantire lo sviluppo sostenibile del paese. Arigoni ha sottolineato l’importanza del monitoraggio e del supporto alle pubbliche amministrazioni e alle imprese per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità fissati per il 2030.

Arigoni ha inoltre descritto in dettaglio le quattro principali direttrici di attività del GSE: monitoraggio, operatività, supporto e formazione. Ha spiegato come il GSE monitora il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità intermedia al 2030, con un focus particolare sulla penetrazione delle rinnovabili nel mix energetico italiano, attualmente al 19% della quota dei consumi finali lordi.

Il rapporto presentato ha evidenziato che l’Italia ha raggiunto 69 GW di potenza installata da fonti rinnovabili alla fine del 2023, con il fotovoltaico in testa con 30,3 GW, seguito dall’eolico con 12 GW e dall’idroelettrico con 21 GW. Nonostante questi progressi, la penetrazione delle auto elettriche in Italia rimane bassa rispetto a paesi come la Cina e altre nazioni europee. Arigoni ha anche menzionato l’importanza della varietà di tecnologie rinnovabili, compresi i pannelli solari e le pale eoliche, che stanno diventando sempre più centrali nella strategia energetica del paese.


Nel 2023, sono stati aggiunti 5.7 GW di nuova capacità, di cui 5.2 GW provenienti dal fotovoltaico. Questo dato conferma la posizione dominante del solare nel panorama italiano, ma allo stesso tempo mette in luce la necessità di uno sviluppo più equilibrato con l’eolico, che ha registrato solo 0.5 GW di nuova potenza installata.

Gli obiettivi tuttavia sono ambiziosi e richiedono un cambio di passo: per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo, l’Italia dovrebbe installare 7-8 GW di fotovoltaico e 2.5-3.5 GW di eolico ogni anno. Questo dato, confrontato con i risultati del 2023, evidenzia la necessità di un’accelerazione significativa del ritmo di installazione.

Il costo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili è stato al centro del dibattito. Il report ha analizzato il Levelized Cost of Energy (LCOE), ovvero il costo livellato dell’energia, mostrando che le rinnovabili sono competitive con le fonti tradizionali, ma permangono differenze significative a livello nazionale e internazionale, principalmente dovute ai costi di sviluppo e alle normative locali. Anche la volatilità dei prezzi delle materie prime e dei costi di realizzazione e la filiera produttiva geo-localizzata, rappresenta una sfida per gli investitori.

Diversi elementi si uniscono a formare un quadro non adeguatamente definito, con aspetti normativi, economici e di approccio culturale:

  • Un Quadro Normativo Instabile: La mancanza di un quadro normativo chiaro, stabile e prevedibile è stata identificata come il principale ostacolo allo sviluppo delle rinnovabili in Italia. I continui cambiamenti normativi, i tempi lunghi per le autorizzazioni e la complessità burocratica scoraggiano gli investitori e rallentano la realizzazione dei progetti.
  • Gap Infrastrutturale: È emersa la necessità di potenziare le infrastrutture di rete, in particolare per la connessione alla rete elettrica. Lo sviluppo di una rete di trasmissione e distribuzione adeguata è fondamentale per accogliere la crescente quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili.
  • Investire in Capitale Umano: La transizione energetica richiede competenze specifiche. È necessario investire nella formazione di tecnici specializzati, in grado di progettare, installare e gestire gli impianti.

L’analisi dell’impatto delle rinnovabili sulla filiera italiana ha messo in luce come il settore stia creando opportunità significative per l’economia nazionale. L’integrazione delle rinnovabili ha favorito la crescita di nuove imprese e ha stimolato investimenti in ricerca e sviluppo, con ricadute positive sull’occupazione e sull’innovazione tecnologica.

Un dato positivo che emerge dal report riguarda la filiera italiana delle rinnovabili. Il 65% del valore generato dal settore rimane in Italia, con un impatto significativo sull’economia e sull’occupazione. Questo dato conferma che investire nelle rinnovabili significa anche sostenere il tessuto industriale italiano.

Tema cruciale resta quello della definizione delle aree idonee all’installazione di impianti è un tema cruciale. Il ritardo nell’emanazione di una normativa chiara e la complessità delle procedure autorizzative rappresentano un freno allo sviluppo del settore, reso ancora più incerto dal recente Decreto Agricoltura.

Durante l’evento, è stata sottolineata anche l’importanza del GSE nel semplificare le procedure, fornire informazioni chiare e supportare gli operatori del settore.

La transizione energetica non è solo una questione tecnologica o economica, ma richiede un cambiamento culturale profondo. È necessario promuovere una maggiore consapevolezza sui benefici delle rinnovabili, coinvolgendo i cittadini e le comunità locali.

Il messaggio conclusivo è chiaro: il potenziale c’è, ma servono azioni concrete, decisioni rapide e una visione di lungo termine per cogliere le opportunità della transizione energetica. Un mantra che viene recitato da anni, a parole, ma troppo spesso ostacolato nei fatti da normative incaute, non supportate da dati reali e inutilmente stringenti.



Credits Foto di copertina: Raphael Cruz su Unsplash

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