Firmato il 29 luglio 2025, con la firma del ministro Fratin, il decreto chiude il confronto con Bruxelles e porta l’Energy Release 2.0 nella sua versione “definitiva”. Vedi i link ufficiali GSE e portale CSEA
Dalle carte ai cantieri, con calma e senza slogan. Non è solo uno sconto in bolletta, ma un meccanismo che mette in fila consumo industriale e nuova capacità rinnovabile. L’Energy Release 2.0 è tornato al centro della discussione a fine luglio con la firma del ministro Pichetto Fratin (29/07/2025), dopo il via libera della Commissione europea a fine giugno.
Di cosa parliamo davvero? Di un patto industriale: per tre anni le imprese energivore ricevono energia a prezzo fisso, e in cambio si impegnano a far realizzare nuovi impianti rinnovabili che, nei vent’anni successivi, “restituiscono” l’energia anticipata. L’idea è semplice: dare certezza oggi al costo dell’energia, legandola a investimenti concreti domani.
Prima della firma sono arrivati alcuni aggiustamenti concordati con Bruxelles: una procedura competitiva gestita dal GSE per coinvolgere, accanto agli energivori, anche soggetti terzi nella costruzione degli impianti; e una clausola per evitare extra-profitti (sovra-compensazioni) alla fine del periodo contrattuale. Al tempo stesso sono state salvaguardate le assegnazioni già concluse nei mesi scorsi. In sintesi: più ordine nelle regole, senza rimettere in discussione quanto è stato già assegnato.
Il meccanismo incrocia domanda industriale e offerta rinnovabile perché riguarda la filiera (e non solo chi consuma molto). Parla la lingua del fotovoltaico (anche agrivoltaico), dell’eolico e, più in generale, dei progetti in grado di entrare in esercizio con tempi certi.
Fonti ufficiali e link util
• Pagina GSE Energy Release 2.0
• Portale CSEA – Imprese energivore
Immagine di copertina generata con IA


