Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha pubblicato le nuove regole operative per il FER X Transitorio. Dal 16 al 26 settembre sarà possibile presentare le manifestazioni di interesse per impianti fotovoltaici conformi ai criteri del Net Zero Industry Act.

Non si tratta soltanto di un nuovo bando, ma di un segnale preciso: la filiera del fotovoltaico in Europa dovrà crescere senza dipendere dalla Cina. Con il decreto direttoriale n. 36 del 3 settembre, il MASE ha approvato le nuove regole operative per il FER X Transitorio, dando avvio alla prima procedura competitiva legata al Net Zero Industry Act. Una misura che tocca direttamente la strategia industriale e geopolitica, più che la sola dimensione energetica.

Le manifestazioni di interesse si apriranno il 16 settembre e si chiuderanno il 26, attraverso il Portale FER-X del GSE. L’obiettivo è chiaro: raccogliere candidature per impianti fotovoltaici i cui componenti principali non siano di origine cinese. Un passaggio che riflette la volontà europea di ridurre le dipendenze da un mercato globale oggi dominato da Pechino e sempre più al centro di un fronte asiatico compatto.

Scarica il testo originale del Decreto

Il bando fissa un contingente minimo di 0,2 GW, obiettivo di 0,9 GW e massimo di 1,6 GW per la potenza da assegnare. Le tariffe di riferimento partono da 80 €/MWh, con un range fra 65 e 95 €/MWh. Per partecipare sarà necessario versare un contributo di istruttoria che varia dai 100 euro per piccoli impianti fino a 2.300 euro per quelli sopra i 5 MW.


Impianti fotovoltaici NZIA
Per gli impianti fotovoltaici, la partecipazione alla procedura competitiva prevista dall’articolo 5-bis del DM FERX Transitorio (procedura PC_FTVNZIA_2025_01) è condizionata al rispetto dei seguenti criteri di preselezione relativi all’origine dei prodotti finali e dei componenti principali di impianto:
a) il modulo fotovoltaico non è assemblato in Cina;
b) le celle fotovoltaiche non sono originarie della Cina;
c) gli inverter non sono originari della Cina;
d) almeno un altro dei componenti contenuti nella lista dedicata alla tecnologia solare di cui all’Allegato al regolamento di esecuzione (UE) 2025/1178 del 23 maggio 2025 non è originario della Cina.


Oltre ai numeri, è il criterio stesso a fare notizia: per essere ammessi, gli operatori dovranno presentare dichiarazioni e certificazioni che attestino l’assenza di componenti cinesi, a partire dagli inverter. Un vincolo che costringerà il mercato a guardare a nuove filiere e a rafforzare produzioni europee e occidentali.

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