Un nuovo studio internazionale coordinato da IEA-PVPS mette in luce potenzialità, criticità e linee guida per sfruttare al meglio l’agrivoltaico: un approccio integrato tra produzione agricola e fotovoltaica che può diventare leva strategica per la transizione energetica e la sostenibilità ambientale.
L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) ha pubblicato il nuovo report “Dual Land Use for Agriculture and Solar Power Production”, redatto nell’ambito del programma internazionale IEA-PVPS Task 13, interamente dedicato all’analisi delle prestazioni e dell’affidabilità dei sistemi fotovoltaici. Lo studio, curato da un team multidisciplinare internazionale, fornisce una panoramica globale sull’agrivoltaico (o agrifotovoltaico), mettendone in luce potenzialità, sfide tecniche, aspetti normativi e vantaggi socio-economici.
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L’agrivoltaico consente l’utilizzo simultaneo dei terreni agricoli per la coltivazione e per la produzione di energia solare, rappresentando una risposta concreta a tre crisi globali intrecciate: insicurezza alimentare, cambiamento climatico e perdita di biodiversità. Rispetto ai sistemi fotovoltaici tradizionali a terra, che occupano in modo esclusivo il suolo agricolo, l’agrivoltaico si presenta come una soluzione sinergica e multifunzionale.
La protezione offerta dalle strutture fotovoltaiche può aumentare la resilienza delle colture agli eventi climatici estremi, ridurre il consumo idrico, e favorire la biodiversità, senza rinunciare alla generazione elettrica. Una sfida non solo tecnologica, ma anche culturale e normativa.
Uno degli ostacoli principali è proprio la mancanza di una definizione univoca di “agrivoltaico”. Alcuni Paesi, come Giappone, Germania e Francia, adottano definizioni restrittive, richiedendo minimi di produzione agricola, mentre altri — come gli Stati Uniti — utilizzano accezioni più ampie, includendo anche attività non produttive. Questa eterogeneità normativa crea incertezza per gli sviluppatori e ostacola l’adozione su larga scala.
Il report raccomanda l’adozione di una definizione armonizzata, che tenga conto dei molteplici livelli di integrazione tra agricoltura e fotovoltaico, promuovendo criteri misurabili per distinguere i progetti realmente agrivoltaici da quelli semplicemente “ibridi”.
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Il documento analizza modelli di simulazione per la progettazione agrivoltaica, integrando dati climatici, irrigazione, produttività agricola e resa energetica. Pochi software attualmente riescono a soddisfare le esigenze del mercato, che chiede strumenti integrati e facilmente adattabili a contesti locali.
In parallelo, il monitoraggio dei sistemi agrivoltaici richiede parametri avanzati, dato l’intreccio tra fattori agricoli ed energetici. Il report propone una guida tecnica per il monitoraggio, insieme a un framework per la creazione di database regionali e globali degli impianti AV.
Il report dedica ampio spazio agli aspetti legali e socio-economici, analizzando normative pionieristiche in sei Paesi. Fra i fattori di successo più ricorrenti:
- coinvolgimento precoce degli stakeholder locali (agricoltori in primis),
- politiche di supporto e incentivi chiari,
- standard di prestazione trasparenti.
Una buona comunicazione tra comparto agricolo ed energetico, unita a norme flessibili ma rigorose, si conferma leva chiave per la scalabilità.


