Gli investimenti energetici globali raggiungeranno i 3.300 miliardi di dollari nel 2025, con oltre due terzi destinati a tecnologie pulite, secondo il nuovo report IEA. Il fotovoltaico guida la transizione, ma restano sfide su reti, finanziamenti e sicurezza.
A giugno 2025 l’International Energy Agency (IEA) ha pubblicato la decima edizione del suo rapporto annuale World Energy Investment 2025. Si tratta di un’analisi approfondita degli investimenti globali nel settore energetico, che esamina i capitali impegnati nel 2024 e le tendenze previste per il 2025.
Il punto centrale che emerge dal rapporto IEA è il ruolo dominante delle energie rinnovabili nei nuovi investimenti. In particolare, il solare fotovoltaico si conferma la tecnologia trainante: nel 2025 gli investimenti globali nel fotovoltaico, tra impianti su larga scala e installazioni su tetto, raggiungeranno i 450 miliardi di dollari, diventando la singola voce di spesa più alta in assoluto nel mondo energetico.
Oltre alle tematiche climatiche, che restano una delle motivazioni principali, oggi a spingere gli investimenti green sono anche la sicurezza energetica, la competitività tecnologica e le strategie industriali. La Cina punta al solare e alle batterie per ridurre le importazioni e guidare le catene del valore globali. L’Europa accelera sulle rinnovabili per affrancarsi dal gas russo. L’India e molti paesi emergenti guardano al solare come soluzione rapida, decentralizzata e a basso costo.
Stiamo entrando in quella che l’IEA definisce l’“era dell’elettricità”: oggi si investe molto più nella produzione e gestione dell’energia elettrica che non nell’estrazione di combustibili fossili. Dieci anni fa avveniva il contrario – si spendeva di più per cercare ed estrarre combustibili fossili che per espandere il sistema elettrico – a testimonianza di un cambio di paradigma verso l’elettrificazione di industria, trasporti e altri settori. Basti pensare che in Cina nel 2015 gli investimenti energetici superavano di poco quelli degli Stati Uniti, mentre oggi, come ha aggiunto il Direttore Esecutivo IEA Fatih Birol: “… la Cina è di gran lunga il maggiore investitore energetico a livello mondiale, spendendo il doppio dell’Unione Europea e quasi quanto UE e Stati Uniti messi insieme”.
Basti pensare alla Cina, che spendendo il doppio dell’Unione Europea e quasi quanto UE e Stati Uniti messi insieme
Tra le criticità, in primo luogo, le reti elettriche, che faticano a stare al passo con l’espansione del fotovoltaico e dell’eolico. Gli investimenti nelle reti, pur in crescita, restano indietro rispetto a quelli nella “generazione”. Per triplicare la capacità rinnovabile al 2030 (come concordato alla COP28), servirebbe almeno il doppio della spesa attuale in alcune aree chiave, tra cui reti, accumuli ed efficienza energetica.


