I 10 trend di Italy for Climate mostrano un 2024 da primato termico e deficit idrico, premiano il record del 49 % di rinnovabili nel mix elettrico e il +7,5 GW di nuovi impianti, con le Comunità Energetiche Rinnovabili triplicate in un anno. Tuttavia, emissioni solo –2,3 % e consumi in crescita in edifici e trasporti mettono alla prova la strada verso il 2030.
Un quadro a luci e ombre emerge dalla sesta edizione del report I 10 key trend sul clima in Italia, che aggiorna al 2024 la “pagella” del Paese sul clima e l’energia, basandosi su indicatori chiave per la transizione energetica. Se da un lato l’Italia segna passi avanti importanti in alcuni settori, dall’altro mostra un ritmo troppo rallentato che la allontana dagli ambiziosi obiettivi climatici fissati per il 2030.
Il 2024 è stato l’anno più caldo mai registrato in Italia, con un’anomalia media di +1,52 °C rispetto al trentennio 1991–2020, quasi il doppio dell’aumento globale . Nel frattempo, sono stati censiti 3.631 eventi meteo estremi – piogge intense, grandinate, tornado e raffiche di vento – più che raddoppiati rispetto ai valori degli anni precedenti . A queste sofferenze si somma un deficit primaverile di riserve nevose del 36%, che mette a dura prova i sistemi idroelettrici e irrigui.

Sul fronte della transizione, l’Italia ha installato 7,5 GW di nuova capacità eolica e fotovoltaica nel 2024, superando i 5,7 GW del 2023. Il comparto solare guida la spinta con 6,8 GW, di cui un quarto in ambito residenziale, mentre l’eolico cresce più moderatamente con 0,7 GW.
Un vero boom hanno registrato le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER): attive in numero triplo rispetto al 2023 e dieci volte più numerose di due anni fa, grazie al nuovo quadro regolatorio che ne ha sbloccato l’avvio .
Non tutte le notizie sono positive. I consumi finali di energia sono tornati a salire dell’1,5% a dimostrazione che le misure di efficienza faticano a decollare. Le emissioni di gas serra sono diminuite soltanto del 2,3%, metà della riduzione necessaria ogni anno per centrare gli obiettivi 2030.
Sul versante dell’indipendenza energetica, invece, il contributo delle rinnovabili ha ridotto l’import al 72%, un minimo storico per l’Italia, pur rivelando una maggiore dipendenza da fornitori diversificati di gas e GNL.
In sintesi, la “pagella” del 2024 dipinge un Paese che, pur beneficiando della rapida decarbonizzazione del settore elettrico, paga ancora il conto di ritardi strutturali sul fronte dei consumi, delle emissioni e della resilienza climatica.
Il report è stato presentato in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2025


