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Il cammino dell’Europa verso l’adozione totale delle auto elettriche è molto complesso, secondo un recente rapporto della Corte dei Conti Europea (ECA): mentre il divieto delle auto a benzina e diesel previsto per il 2035 mira a una mobilità sostenibile, le sfide economiche e logistiche minacciano di rallentare o deviare questo percorso.


La transizione dell’Europa verso l’automobile elettrica, motivata da un ambizioso desiderio di ridurre le emissioni di gas serra, si scontra con realtà economiche severe, come evidenziato in un recente rapporto della Corte dei Conti Europea (European Court of Auditors ECA). L’ECA ha lanciato un serio avviso: i prezzi delle auto elettriche devono essere drasticamente ridotti per rendere queste tecnologie accessibili al mercato di massa.

La notizia (e il report), al momento in cui scriviamo, non è ancora stata diffusa sui canali ufficiali dell’ECA, ma viene ripotata dai diversi organi di stampa accreditati. Ma già in una nota che risale allo scorso gennaio 2024, l’ECA aveva approfondito il rapporto tra emissioni e scarsità europea di “materie pirme”:

https://www.eca.europa.eu/en/news/news-sr-2024-01

Il divieto di vendita di nuove auto a benzina e diesel previsto per il 2035 rappresenta una svolta decisiva verso una mobilità sostenibile, ma presenta sfide significative. Annemie Turtelboom, membro della ECA, pone l’accento su un dilemma cruciale: “Come può il Green Deal soddisfare i nostri obiettivi climatici senza compromettere la nostra politica industriale e senza gravare eccessivamente sui consumatori europei?”

Il divieto, sebbene sostenuto da buone intenzioni, solleva preoccupazioni riguardo la sua fattibilità. La transizione richiede non solo una drastica riduzione del costo delle batterie, che attualmente ammonta a circa 15.000 euro per veicolo, ma anche una produzione adeguata per soddisfare la domanda. Inoltre, la Corte ha rivelato che gli sforzi passati dell’UE per ridurre le emissioni di CO2 delle auto non hanno sortito l’effetto sperato, con i miglioramenti negli standard di efficienza dei motori annullati dall’aumento delle dimensioni e del peso dei veicoli.

https://www.euronews.com/green/2024/04/22/budget-watchdog-enters-political-fray-with-warning-over-petrol-car-ban

L’industria automobilistica europea si trova in una situazione delicata, a rischio di perdere oltre tre milioni di posti di lavoro se la transizione non sarà gestita con cura. L’Europa è inoltre criticamente in ritardo nella corsa alla produzione di batterie elettriche rispetto alla Cina, che domina il mercato con il 76% della produzione globale.

La dipendenza europea da importazioni critiche di materie prime, come il litio e il cobalto, è un’altra sfida rilevante. Il 68% del cobalto proviene dalla Repubblica Democratica del Congo e il 40% della grafite dalla Cina, evidenziando una vulnerabilità che potrebbe ritorcersi contro, come già accaduto con la dipendenza dal gas russo.

In risposta a queste sfide, l’UE sta aumentando gli investimenti nella ricerca e sviluppo di alternative sostenibili e promuovendo la diversificazione delle sue fonti di approvvigionamento. Tuttavia, Turtelboom ammette che il tempo necessario per sfruttare le risorse minerarie potenzialmente inesplorate potrebbe estendersi fino a 16 anni—un lasso di tempo che l’Europa non può permettersi di attendere.

In conclusione, il rapporto della ECA evidenzia la necessità di un’approfondita riflessione e pianificazione per evitare effetti collaterali indesiderati. La transizione verso un futuro automobilistico sostenibile è indispensabile, ma deve essere gestita in modo da bilanciare gli obiettivi climatici con la realtà economica e industriale, garantendo così un passaggio equo ed efficace. La strada verso il 2035 è lunga e piena di incertezze, e l’Europa dovrà affrontare i suoi dilemmi con strategie innovative e concrete.

https://www.reuters.com/business/autos-transportation/eus-2050-net-zero-goals-risk-ev-rollout-faces-setbacks-2024-04-22/

Del resto, che la battuta di arresto sui veicoli elettrici sia una realtà anche commerciale (si veda il crollo di Tesla sul mercato azionario), lo dimostrano le difficoltà dei produttori e la contrazione delle vendite. Un dato che potrebbe attendere più a lungo del previsto per essere invertito.

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