La transizione energetica italiana affronta un momento critico: l’indice ENEA ISPRED raggiunge il punto più basso di sempre, segnalando che gli obiettivi climatici al 2030 si allontanano ulteriormente. Pesano prezzi energetici fuori controllo, con elettricità e gas significativamente più cari rispetto al resto d’Europa, mentre rallenta il percorso di decarbonizzazione del Paese.

Il 2024 si conferma un anno di profonde contraddizioni per il sistema energetico italiano, con una transizione energetica che procede a rilento rispetto agli ambiziosi obiettivi climatici fissati per il 2030. È quanto emerge dall’ultimo rapporto trimestrale di analisi del sistema energetico italiano pubblicato dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Pagina ufficiale del rapporto Enea

L’autorevole studio, condotto dall’ente pubblico di ricerca italiano che opera nei settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie, evidenzia come, nonostante un contesto apparentemente favorevole alla riduzione dei consumi energetici – caratterizzato da una crescita economica europea debole (+0,7%) e prezzi energetici ancora elevati – gli obiettivi climatici continuino ad allontanarsi.

A livello europeo, i consumi di energia primaria sono calati solo marginalmente (-0,5%), mentre le emissioni di CO₂ hanno registrato una diminuzione del 3,5%. Un risultato significativo, ma ancora insufficiente rispetto alla riduzione media annuale del 7% necessaria per centrare i target climatici dell’area euro.

In Italia la situazione appare ancora più complessa. Sebbene il carbone sia ormai marginale nel mix energetico nazionale, con un dimezzamento rispetto al 2023 (-70% nella generazione elettrica), i consumi finali di energia sono tornati a crescere (+1%). Questo aumento è stato trainato principalmente dal settore dei trasporti (+3%) e dal settore civile (+2,5%), spinti da una forte ripresa della mobilità e dai maggiori consumi di gas per riscaldamento ed elettricità nel terziario. Solo il comparto industriale, ancora in crisi, ha mostrato un calo significativo dei consumi (-3%).

Tale andamento ha comportato una minore riduzione delle emissioni rispetto al resto d’Europa (-2,5%), con una preoccupante inversione di tendenza nel secondo semestre dell’anno (+1,5%), che indica una ripresa della domanda energetica e un indebolimento del processo di decarbonizzazione.

Questo scenario ha portato l’indice ENEA ISPRED (Indice Sicurezza energetica, Prezzi energia, Decarbonizzazione) al suo livello più basso mai registrato. Questo strumento, sviluppato da ENEA per monitorare e valutare l’andamento della transizione energetica italiana, misura tre aspetti chiave del sistema energetico: la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività dei prezzi energetici e il livello di decarbonizzazione raggiunto.

Dal punto di vista economico, restano critici i prezzi dell’energia in Italia: il costo medio annuale dell’elettricità supera significativamente quello dei principali mercati europei, mentre il prezzo del gas rimane inspiegabilmente elevato rispetto alla media continentale. Questo contesto penalizza in modo particolare l’industria manifatturiera più energivora, accentuando un quadro di crisi strutturale.

Una nota positiva arriva invece dal deficit commerciale nelle tecnologie low-carbon, che finalmente si riduce dopo anni di crescita costante, grazie soprattutto alla forte diminuzione del costo dei pannelli fotovoltaici importati. Tuttavia, aumentano in maniera significativa le importazioni nette di veicoli elettrici, aggravando il deficit nel settore auto, mentre migliora sensibilmente la bilancia commerciale per gli accumulatori agli ioni di litio.

La strada verso il 2030 richiede ora misure drastiche e strutturali per invertire rapidamente la tendenza negativa delle emissioni e rilanciare con decisione la crescita delle fonti rinnovabili.

Per approfondimenti, leggi il comunicato stampa: Energia: Analisi ENEA, nel 2024 si amplia spread dei prezzi con Europa, consumi in aumento






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