L’ultimo report IEA Electricity 2025 conferma che l’Italia resta tra i paesi con il costo dell’energia più alto, penalizzando imprese e consumatori. Senza interventi strutturali, la competitività del sistema economico è a rischio mentre il resto del mondo accelera sulla transizione elettrica.
L’ultimo rapporto dell’International Energy Agency (Electricity 2025) traccia un quadro complesso e in rapida evoluzione del settore elettrico globale. La crescita della domanda di energia elettrica è destinata ad accelerare nei prossimi anni, alimentata dalla digitalizzazione, dalla transizione ecologica e dall’espansione dell’elettrificazione in ambiti come l’industria, la mobilità e la climatizzazione. Il mondo si trova di fronte a un passaggio epocale, con le rinnovabili che continuano a guadagnare terreno e una progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, sebbene il carbone resti ancora un elemento significativo in alcuni mercati emergenti.
Tuttavia, se il report dell’IEA offre una visione ampia della trasformazione in corso, l’Italia si ritrova ancora una volta in una posizione difficile, contraddistinta da un costo dell’elettricità tra i più alti in Europa e nel mondo. Il divario con altri paesi si conferma, anzi si accentua, rendendo la competitività del sistema industriale italiano più fragile.
Secondo il report, il costo dell’energia per le grandi industrie italiane nel 2024 supera i 250 dollari per megawattora, un valore quasi doppio rispetto alla media europea e triplo rispetto agli Stati Uniti. La Germania, pur con tutte le difficoltà legate alla sua dipendenza dal gas russo e alla chiusura delle centrali nucleari, riesce a mantenere prezzi più bassi, mentre la Francia può contare su un sistema nucleare (preesistente, non certo in fase di definizione o di rilancio presso l’opinione pubblica) che garantisce stabilità e costi più contenuti. In Norvegia, grazie all’abbondante energia idroelettrica, i costi restano nettamente inferiori, mentre in Cina e India, nonostante la forte crescita della domanda, le industrie possono beneficiare di tariffe decisamente più competitive.
Se l’elettricità è destinata a diventare il pilastro della nuova economia globale, l’Italia rischia di trovarsi in una posizione svantaggiata, con un sistema ancora troppo esposto alle oscillazioni del mercato del gas e con una politica energetica che fatica a trovare un equilibrio tra sostenibilità e competitività.
Il report dell’IEA conferma ciò che ormai è noto da tempo: senza interventi strutturali per ridurre i costi dell’energia, migliorare l’efficienza della rete e incentivare sistemi di accumulo e interconnessioni, l’Italia continuerà a subire un divario che si traduce in una perdita di competitività per le imprese e in un aggravio per i consumatori. La transizione energetica è in atto, ma senza una strategia chiara e incisiva, il nostro Paese rischia di restare indietro, pagando il prezzo più alto in un mondo che corre sempre più veloce verso l’elettrificazione.


