Sardegna, moratoria sulle rinnovabili: Elettricità Futura e ANIE denunciano l’illegittimità della legge regionale n. 5 del 3 luglio 2024, che blocca per 18 mesi nuovi impianti di energia rinnovabile. La normativa, secondo le associazioni, contrasta con la Costituzione e ostacola gli obiettivi nazionali ed europei di decarbonizzazione.
In un contesto di crescente attenzione verso le energie rinnovabili e la transizione ecologica, la recente approvazione della Legge Regionale n. 5 del 3 luglio 2024 da parte della Regione Sardegna ha sollevato numerose polemiche e preoccupazioni tra gli operatori del settore energetico. La legge introduce una moratoria di diciotto mesi sulla realizzazione di nuovi impianti di produzione e accumulo di energia da fonti rinnovabili, giustificata dalla necessità di salvaguardare il paesaggio e i beni ambientali.
Elettricità Futura e la Federazione ANIE, rappresentanti dell’intera filiera elettrica italiana, hanno indirizzato una lettera al governo italiano, segnalando l’illegittimità costituzionale della normativa sarda e il suo contrasto con le direttive nazionali ed europee in materia di energia e ambiente. La lettera, inviata ai Ministri Roberto Calderoli e Gilberto Pichetto Fratin, sottolinea come la moratoria violi diversi articoli della Costituzione Italiana (articoli 41 e 117) e numerosi decreti legislativi (d.lgs. n. 199/2021 e d.lgs. n. 387/2003), oltre a creare un grave ostacolo all’iniziativa economica nel settore delle rinnovabili.
Lettera congiunta Elettricità Futura e ANIE:
La normativa sarda è stata emanata in un momento in cui l’Italia si trova impegnata a rispettare gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione stabiliti dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dagli accordi internazionali, come la COP28 e il G7. Elettricità Futura e ANIE evidenziano come la legge regionale ostacoli significativamente questi obiettivi, limitando la diffusione delle energie rinnovabili e creando incertezze normative che potrebbero scoraggiare gli investimenti nel settore (fonte: lettera congiunta Elettricità Futura e ANIE)(2024-07-10-legge-region…).
Elettricità Futura è la principale associazione di imprese del settore elettrico in Italia, rappresentando produttori, distributori e fornitori di energia. La Federazione ANIE, invece, è una federazione aderente a Confindustria che rappresenta le imprese elettrotecniche ed elettroniche italiane, un comparto industriale strategico per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico del paese
Link al comunicato ufficiale di Elettricità Futura e al comunicato ANIE.
Già lo scorso 8 luglio, ANIE aveva lanciato un allarme riguardo alle difficoltà incontrate dalle imprese del settore rinnovabile in Italia, in particolare criticando il decreto sull’agricoltura che avrebbe potuto influenzare negativamente gli investimenti in energia pulita (fonte: ANIE).
La situazione in Sardegna non è un caso isolato. In altre regioni italiane si osservano atteggiamenti simili, dove le autonomie legislative regionali entrano spesso in conflitto con le direttive nazionali, creando una complessità burocratica che rallenta la transizione energetica. Ad esempio, in passato, altre regioni hanno adottato normative che, sebbene mirate a proteggere specifici interessi locali, hanno di fatto ostacolato lo sviluppo di infrastrutture energetiche necessarie per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità (fonte: Kenergia).
È quindi evidente la necessità di un coordinamento più efficace tra governo centrale e amministrazioni regionali per garantire una transizione energetica armoniosa e coerente con gli impegni internazionali dell’Italia. Il rischio di conflitti burocratici e normativi non solo frena lo sviluppo delle rinnovabili ma può anche compromettere la credibilità e la capacità del paese di rispettare le scadenze e gli obiettivi climatici fissati a livello globale.
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